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mercoledì 30 maggio 2012
giovedì 5 marzo 2009
Contratti d'affitto online
L'Agenzia delle Entrate propone un nuovo servizio che consente di registrare i contratti d'affitto direttamente via web, senza scaricare ed installare software dedicati, nè utilizzare l'F23 cartaceo, ma basterà accedere alla sezione Contratti di locazione del menù Strumenti dell’area autenticata del sito http://telematici.agenziaentrate.gov.it per effettuare direttamente su Internet le proprie operazioni.
Il nuovo prodotto dell’Agenzia delle Entrate si chiama Locazioni web e consentirà di registrare i contratti compilando online i campi relativi al conduttore, al locatore, all’immobile e al canone di locazione. Basterà poi, cliccare su un pulsante per calcolare le imposte dovute, inserire le coordinate del conto corrente bancario o postale sul quale l’Agenzia addebiterà l’importo, il codice Pin e…tutto fatto! Senza fare file negli uffici o agli sportelli di pagamento!
Grazie poi ad un’altra applicazione, Pagamenti Registro Web, sarà possibile versare l’imposta di registro dei contratti di locazione pluriennali sia per le annualità successive alla prima, sia per le proroghe, le risoluzioni e le cessioni delle locazioni.
Come di consueto, nella sezione Ricevute del sito web dei servizi telematici l’utente trova le attestazioni delle operazioni effettuate
Il nuovo servizio è disponibile a favore dei contribuenti registrati a Fisconline e (dal 9 febbraio u.s.) degli utenti Entratel.
Fino ad oggi sono stati oltre 1,47 milioni i contratti registrati usando il software tradizionale (che rimane comunque disponibile sul sito web dell’Agenzia) o pacchetti di mercato, e circa 4 milioni i pagamenti eseguiti. Solo nel 2008 i contratti registrati telematicamente sono stati circa 174 mila, mentre i pagamenti hanno raggiunto quota 1,175 milioni.
Di seguito alcuni links sull'argomento:
martedì 9 settembre 2008
"blogger" o editore?
Rischia una condanna per stampa clandestina il blogger che non registra in tribunale il proprio sito. Almeno questo è il parere del tribunale di Modica dove il giudice unico ha multato Carlo Ruta per avere pubblicato il giornale di informazione civile «Accade in Sicilia» diffuso sul sito www.accadeinsicilia.net senza avere prima eseguito la registrazione considerata d'obbligo, da parte dell'autorità giudiziaria, per un prodotto del genere.
La notizia ha scatenato una ridda di proteste su internet da parte di chi ha visto nel provvedimento della magistratura un attacco alla libertà di espressione attraverso la Rete nella forma di un blog.
La notizia ha scatenato una ridda di proteste su internet da parte di chi ha visto nel provvedimento della magistratura un attacco alla libertà di espressione attraverso la Rete nella forma di un blog.
A leggere la sentenza, tutto ruota intorno alla definizione di prodotto editoriale, nozione cruciale per la previsione dell'obbligo di registrazione: sino al 2001 l'orientamento giurisprudenziale prevalente prevedeva la necessità del requisito della riproduzione del giornale su supporto cartaceo perché potesse essere considerato prodotto editoriale. Con la legge n. 62 del 2001 le cose cambiano ed il concetto di prodotto editoriale si estende sino a comprendere anche i prodotti realizzati su supporto informatico e destinati alla pubblicazione anche con mezzo elettronico. Tale norma accomunerebbe in un sistema unitario i nuovi media «così da potere affermare l'assoluta equiparabilità di un sito internet a una pubblicazione a stampa, anche con riferimento ad un eventuale sequestro di materiale "incriminato"».
In questa prospettiva devono essere iscritte presso il registro tenuto dai tribunali civili le testate giornalistiche online pubblicate con periodicità «e caratterizzate dalla raccolta, dal commento e dall'elaborazione critica di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale, dalla finalità di sollecitare i cittadini a prendere conoscenza e coscienza di fatti di cronaca e, comunque, di tematiche socialmente meritevoli di essere rese note».
In questa prospettiva devono essere iscritte presso il registro tenuto dai tribunali civili le testate giornalistiche online pubblicate con periodicità «e caratterizzate dalla raccolta, dal commento e dall'elaborazione critica di notizie destinate a formare oggetto di comunicazione interpersonale, dalla finalità di sollecitare i cittadini a prendere conoscenza e coscienza di fatti di cronaca e, comunque, di tematiche socialmente meritevoli di essere rese note».
Il blog è uno strumento di comunicazione dove chiunque può scrivere quello che vuole e come tale può essere usato anche per pubblicare un giornale. E allora un blog può anche essere usato come metodo di presentazione di una testata registrata con una sua linea editoriale, con l'obiettivo di coinvolgere il pubblico. Se invece il blog è utilizzato solo come una sorta di "palestra" per l'espressione di libere opinioni sui più svariati argomenti la registrazione non è certo necessaria.
Nel caso esaminato però risulta all'autorità giudiziaria che prima di pubblicare sul sito «Accade in Sicilia» era necessario contattare Ruta e sottoporre l'articolo alla sua preventiva valutazione in veste, in pratica, di editore responsabile.
Nel caso esaminato però risulta all'autorità giudiziaria che prima di pubblicare sul sito «Accade in Sicilia» era necessario contattare Ruta e sottoporre l'articolo alla sua preventiva valutazione in veste, in pratica, di editore responsabile.
Sentenza interessante, e probabilmente non criticabile nel caso specifico, viste le caratteristiche del sito incriminato, ma che potrebbe costituire un pericoloso precedente per avvalorare in futuro interpretazioni restrittive della normativa: una maggiore chiarezza legislativa mi sembra auspicabile.
Fonte notizia:
venerdì 12 ottobre 2007
Sicurezza a suon di norme?
Il nuovo decreto sulla sicurezza è un coacervo di misure più o meno sensate (rimando all'articolo di Quattroruote per una disamina completa).
Ne prendo una ad esempio negativo: chi sosta o si ferma con il motore acceso allo scopo di utilizzare il condizionatore d'aria, sarà multato di 200 euro.
Già immagino la scena: solerti vigili (ammesso che ce ne siano a sufficienza in giro!) che processano le intenzioni degli automobilisti colti "in flagranza" con il motore acceso, fermi anche solo per poco tempo (si parla di sosta e fermata, magari in coda....) e questi che si difendono, sostenendo che non stavano effettivamente sostando o che comunque il condizionatore era spento o stavano proprio per spegnerlo (a chi l'onere della prova? che domanda, al reo!). Ma è mai possibile?
Potrei continuare con altre irrazionalità: un bimbo di 4 anni e 11 mesi non potrà ancora andare in moto con il padre, il quale lo dovrà portare in auto almeno per un altro mese (quindi, viva le auto ed il traffico!) , dopodiché... liberi tutti!!!
Oppure ancora, se bevi un bicchiere di vino, magari nel bel mezzo di un lauto pasto, attento: supererai quasi sicuramente la soglia di 0,5 gr. per litro, quindi 500 euro di multa e almeno 3 mesi senza patente!
Mi fermo, ma prima segnalo una delle poche previsioni positive, cui stento ancora a credere: i controlli di velocità, fissi o mobili, dovranno essere preventivamente segnalati e ben visibili! Fine degli agguati, forse, a meno di non cambiare strategia (mi riferisco ai semafori gialli lampeggianti che improvvisamente scattano al rosso... 13mila multe - 1 semaforo oppure semaforo impazzito).
Dai, finiamo con l'ultima chicca: perché non pensare (al momento è solo un'idea strampalata, e speriamo rimanga tale) ad una "patente" speciale obbligatoria per la guida veloce? Forse così potremo segmentare per legge gli autisti in due categorie, quelli "normali", con un bel limite di velocità ad hoc (130 Kmk? forse troppo, facciamo 100 o 90 Kmh...), e autisti "super", che sulle nostre strade si distingueranno per capacità e prodezza, magari senza limiti di velocità, se no che senso avrebbe continuare a commercializzare auto di grossa cilindrata?
Ne prendo una ad esempio negativo: chi sosta o si ferma con il motore acceso allo scopo di utilizzare il condizionatore d'aria, sarà multato di 200 euro.
Già immagino la scena: solerti vigili (ammesso che ce ne siano a sufficienza in giro!) che processano le intenzioni degli automobilisti colti "in flagranza" con il motore acceso, fermi anche solo per poco tempo (si parla di sosta e fermata, magari in coda....) e questi che si difendono, sostenendo che non stavano effettivamente sostando o che comunque il condizionatore era spento o stavano proprio per spegnerlo (a chi l'onere della prova? che domanda, al reo!). Ma è mai possibile?
Potrei continuare con altre irrazionalità: un bimbo di 4 anni e 11 mesi non potrà ancora andare in moto con il padre, il quale lo dovrà portare in auto almeno per un altro mese (quindi, viva le auto ed il traffico!) , dopodiché... liberi tutti!!!
Oppure ancora, se bevi un bicchiere di vino, magari nel bel mezzo di un lauto pasto, attento: supererai quasi sicuramente la soglia di 0,5 gr. per litro, quindi 500 euro di multa e almeno 3 mesi senza patente!
Mi fermo, ma prima segnalo una delle poche previsioni positive, cui stento ancora a credere: i controlli di velocità, fissi o mobili, dovranno essere preventivamente segnalati e ben visibili! Fine degli agguati, forse, a meno di non cambiare strategia (mi riferisco ai semafori gialli lampeggianti che improvvisamente scattano al rosso... 13mila multe - 1 semaforo oppure semaforo impazzito).
Dai, finiamo con l'ultima chicca: perché non pensare (al momento è solo un'idea strampalata, e speriamo rimanga tale) ad una "patente" speciale obbligatoria per la guida veloce? Forse così potremo segmentare per legge gli autisti in due categorie, quelli "normali", con un bel limite di velocità ad hoc (130 Kmk? forse troppo, facciamo 100 o 90 Kmh...), e autisti "super", che sulle nostre strade si distingueranno per capacità e prodezza, magari senza limiti di velocità, se no che senso avrebbe continuare a commercializzare auto di grossa cilindrata?
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